Master Black STAIR SYSTEM

Sistemi di pressurizzazione per vani scala

Master Black STAIR SYSTEM è l’innovativo sistema Sacop che permette la pressurizzazione dei vani scala.

La finalità della soluzione tecnica è la stessa dei locali “filtro a prova di fumo” in sovrappressione posizionati ai vari piani all’ingresso di un vano scala, cioè quella di evitare la propagazione del fumo da un compartimento oggetto di incendio a quello adiacente potenzialmente una via di esodo, garantendo condizioni di sicurezza lungo il percorso che conduce gli occupanti fino a luogo sicuro.

La pressurizzazione del vano scala si è sviluppata in ambito europeo (la prima edizione della EN 12101-6 risale al 2005) e con l’avvento del nuovo Codice di Prevenzione Incendi è stata di fatto importata in Italia. La pressurizzazione aumenta così la sua area di competenza dal locale “filtro a prova di fumo” all’intero vano scala ed il sistema di protezione attiva da installarsi diventa logicamente più complesso nella progettazione, nella realizzazione, nel collaudo e nella manutenzione periodica successiva.

La progettazione dell’esodo negli edifici deve permettere il raggiungimento dell’obiettivo di sicurezza rappresentato dalla salvaguardia della vita degli occupanti assicurando che possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l’incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell’attività ove si trovano.
Il pericolo principale per le persone coinvolte in un incendio non deriva statisticamente dalle fiamme e dal calore ma dall’azione combinata dei gas tossici e del fumo perché l’impossibilità o semplicemente la difficoltà a individuare rapidamente una via di uscita da un edificio in fiamme può far perdere alle persone presenti quegli attimi indispensabili per porsi rapidamente in salvo.
Ecco che il mantenimento di condizioni di sicurezza lungo le vie di esodo, prive di fumo e gas tossici, è fondamentale per garantire l’esodo degli occupanti.
Il vano scala pressurizzato è quindi una soluzione progettuale per preservare la via di esodo verticale dagli effetti dannosi che l’incendio sviluppatosi in uno specifico piano potrebbe trasmettere.
L’obiettivo di sicurezza di un vano scala pressurizzato è quindi lo stesso di quello che si ottiene interponendo a ciascun piano un locale “filtro a prova di fumo” in sovrappressione? Si, il mantenimento di condizioni di sicurezza lungo una via di esodo verticale può essere raggiunta efficacemente con entrambe le soluzioni. Sarà il progettista che dovrà optare per la soluzione tecnica che meglio si adatta al progetto antincendio e alle esigenze della Committenza.

Sacop, sviluppa, produce e distribuisce da più di trent’anni sistemi di pressurizzazione per locali “filtro a prova di fumo” senza eseguirne l’installazione ma accompagnando e supportando l’intera filiera con la stessa logica del “chiavi in mano” e soprattutto con una competitività che non “appesantisce” la fornitura di costi esterni alla produzione diretta, interagendo con:

  • committenza (competitività / economicità della scelta progettuale)
  • progettista (progetto e documentale post-vendita / installazione)
  • installatore impiantista (facilitare la corretta posa in opera e redazione DICH.IMP.)
  • manutentore (documentale e manualista chiara, professionale ed esaustiva)

L’attività Sacop si basa quindi sul servizio specialistico di supporto nei confronti dell’area di progettazione (dettagli progettuali, calcoli di predimensionamento, fattibilità esecutiva, ottimizzazione del sistema), di installazione (corretta installazione, documentale tecnico) e della manutenzione con il supporto specialistico per ottimizzare e programmare gli interventi.

Sacop ha un parco clienti molto importante di contractor impiantistici distribuiti su tutto il territorio nazionale che, coadiuvati dal team tecnico/commerciale Sacop, rappresentano un valore aggiunto della realizzazione “dall’idea alla manutenzione”.

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La progettazione del sistema Master Black STAIR SYSTEM

Lo stato dell’arte per la progettazione, installazione, collaudo e manutenzione è attualmente rappresentato dalla norma UNI EN 12101-6 che prevede sei differenti classi di edifici per la definizione dei requisiti prestazionali dei sistemi di pressurizzazione per vani scala. La scelta della classe è demandata al professionista che, in base agli obiettivi di sicurezza antincendio dell’edificio, della destinazione d’uso, della tipologia di esodo previsto e delle caratteristiche di compartimentazione identifica la classe (da A a F) e conseguentemente le verifiche progettuali di dimensionamento del sistema.
Le classi previste sono le seguenti:

  • Classe A: edifici con sistemi di esodo con protezione sul posto e gli occupanti non abbandonano l’edificio fino allo spegnimento dell’incendio
  • Classe B: edifici come la precedente classe ma con lotta antincendio da parte delle squadre di soccorso
  • Classe C: edifici con sistemi di esodo a evacuazione simultanea e gli occupanti abbandonano l’edificio prima dell’arrivo delle squadre di intervento
  • Classe D: edifici con sistemi di esodo a evacuazione simultanea con occupanti impossibilitati ad abbandonare prontamente l’edificio (sonno, degenza, etc.)
  • Classe E: edifici con sistemi di esodo a evacuazione per fasi e gli occupanti non possono abbandonare l’edificio contemporaneamente
  • Classe F: edifici con sistemi di esodo a evacuazione simultanea contestualmente alle operazioni delle squadre di intervento e lotta antincendio
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I componenti del sistema Master Black STAIR SYSTEM

I sistemi di pressurizzazione per vani scala sono sistemi impiantistici complessi, costituiti da una moltitudine di componenti che devono interagire tra loro e che devono essere quindi gestiti da un supervisore in grado di garantire il funzionamento in emergenza in tutti gli scenari ipotizzabili.
I componenti principali di un sistema di pressurizzazione per vano scala sono riportati nel seguente elenco:

  • Unità di ventilazione
  • By-pass sulla presa di adduzione aria per unità di ventilazione (se installata in copertura)
  • Quadro di comando e controllo
  • Condotta di distribuzione aria all’interno del volume pressurizzato dotata di idonee griglie o serrande di immissione a diverse altezze
  • Pressostato/i differenziale
  • Sensori porte
  • Sistemi di rilascio aria ai singoli piani
  • Serranda di sovrappressione volume pressurizzato
  • Sistema di rilevazione incendi (rilevatori fumo, pulsanti manuali, IRAI)
  • Quadretto di comando VV.F.
  • Alimentazione secondaria di emergenza (gruppo elettrogeno)
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Il funzionamento del sistema Master Black STAIR SYSTEM

Il tipico contesto di installazione di un sistema di pressurizzazione di un vano scala è rappresentato dagli edifici multipiano dove i vani scala rappresentano le vie di esodo principali di esodo.
Il ciclo di funzionamento ha quindi inizio con la segnalazione da parte di un impianto IRAI di una condizione di emergenza dovuta ad un incendio scaturito ad uno specifico piano rilevata dai componenti ai quali è collegato il quadro di comando e controllo. L’unità ventilante si attiva immediatamente raggiungendo al massimo entro 60 secondi la prestazione richiesta dallo specifico scenario (sovrappressione o velocità dell’aria) legato allo stato delle porte e al valore/i di sovrappressione misurato dal/i pressostato/i differenziale/i e aprendo al contempo lo sfiato di rilascio aria al piano oggetto di incendio.
Risulta essenziale che il quadro di comando e controllo del sistema di pressurizzazione riceva non solo l’informazione di condizione di emergenza ma anche il posizionamento dell’incendio per poter comandare di conseguenza gli specifici componenti di sistema. Inoltre, i segnali di input dovranno convergere nel quadro di comando e controllo in continuo, per permettere al sistema di regolarsi in funzione delle successive mutevoli condizioni operative (aperture e chiusure delle porte di piano).


Condizione di porte chiuse e criterio della sovrappressione

Inizialmente le porte del vano scala ai vari piani risultano essere chiuse e l’unità di pressurizzazione deve generare all’interno del vano scala una sovrappressione superiore o uguale a quella minima richiesta da normativa (vedere la tabella precedentemente riportata, in generale 50 Pa). Qualora le porte siano mantenute in posizione aperta in condizioni ordinarie, il sistema dovrà procedere immediatamente allo gancio degli elettromagneti per chiudere il volume da pressurizzare.
In funzione del progetto impiantistico, all’interno del vano scala verranno installati uno o più pressostati differenziali per la misurazione del livello di sovrappressione a varie altezze di piano, dal momento che la sovrappressione minima deve essere garantita in ogni punto del vano scala. Il quadro di comando e controllo dovrà riconoscere l’abbinamento tra i vari valori di sovrappressione misurati e la relativa posizione.
Infatti, qualora siano presenti delle serrande motorizzate sulla condotta di adduzione aria, il sistema dovrà modificare l’apertura delle stesse in funzione dei vari feedback ricevuti dai pressostati, al fine di rendere la sovrappressione il più possibile costante ed uniforme. Se le serrande di immissione aria non sono motorizzate, il grado di apertura dovrà essere impostato durante le fasi di collaudo con misurazioni ad hoc durante le prove.
In alcuni casi (edifici di classe C, D ed E) sarà necessario garantire un secondo livello di sovrappressione pari ad almeno 10 Pa con l’uscita finale aperta e 1 o 2 ulteriori porte di piano aperte in funzione della tipologia di edificio e non del piano oggetto di incendio che in tal caso rimane chiusa. Generalmente questa tipologia di funzionamento sarà da attuare nelle fasi finali quando tutte le persone presenti al piano di incendio sono evacuate (quindi porta del piano oggetto dell’incendio chiusa) e stanno percorrendo il vano scala con porta di uscita aperta.


Condizione di porta aperta e criterio della velocità dell’aria

Nelle fasi intermedie dell’emergenza, la porta del piano interessato dall’incendio verrà aperta per permettere alle persone di entrare nel vano scala e di percorrerlo in sicurezza per porsi in salvo. Il sistema dovrà gestire questo scenario garantendo attraverso la porta aperta del piano oggetto di incendio una velocità di controflusso dell’aria pari ad un valore impostato. In funzione della tipologia di edificio, in funzione della tipologia di edificio, secondo la UNI EN 12101-6, la velocità di controflusso può essere pari a 0,75 m/s o 2 m/s con anche la possibilità che siano aperte ulteriori 1, 2 o 3 porte di piano e di uscita finale.
Al contrario della sovrappressione che può essere misurata dai pressostati differenziali, durante l’emergenza non si potrà misurare la velocità dell’aria attraverso la porta di piano, pertanto, la regolazione di velocità del/i ventilatore/i verrà impostata in fase di collaudo attraverso misurazioni ad hoc con anemometri.


Criterio della massima forza di apertura della porta di ingresso vano scala

In ogni condizione e scenario di funzionamento, la forza massima di apertura delle porte che aprono verso il vano scala (misurata in corrispondenza della maniglia), deve essere non superiore a 100 N in modo che l’apertura sia agevole per tutti gli occupanti.

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